Una piazza gremita in ogni ordine di posto, una voce inconfondibile che ha attraversato tre decenni di musica italiana e un'atmosfera di festa che solo Furci sa regalare.
E' stato un successo strepitoso il concerto di Mietta tenutosi domenica 13 settembre in Piazza Beato Angelo, a chiusura dei solenni festeggiamenti in onore della Traslazione da Napoli a Furci del Beato Angelo.
L'artista, ospite principale della festa patronale, si e' esibita a partire dalle ore 22 sul palco allestito dinanzi il Santuario, davanti a centinaia di persone arrivate da tutto il Vastese e non solo.
Un concerto gratuito, fortemente voluto dal parroco e rettore del Santuario Don Angelo Di Prinzio e dal Comitato Feste 2026.
La notte di Mietta: emozioni, hit e standing ovation. Accolta da un lunghissimo applauso, Mietta ha regalato al pubblico di Furci un viaggio emozionante nel suo repertorio.
Dalle ballate indimenticabili come "Vattene Amore" e "Angeli Noi" ai brani più recenti del suo Mietta Tour 2026, l'artista ha dimostrato una forma vocale strepitosa e una capacità di coinvolgere il pubblico che ha tenuto la piazza incollata fino all'ultimo bis.
Elegante, ironica e vicinissima alla gente, tra un brano e l'altro ha ricordato il valore della festa: "Essere qui a Furci per il Beato Angelo e' un onore, si respira una fede e un calore autentici".
Il clou a mezzanotte, quando sulle note finali si sono accesi i fuochi pirotecnici che tradizionalmente chiudono la solennità, illuminando il borgo e il Santuario in un tripudio di luci e applausi.
Una festa che unisce fede e comunità. Il concerto e' stato il sigillo perfetto di una giornata intensissima. La domenica si era aperta fin dalle ore 8 con le celebrazioni in Santuario, culminate alle 11 con il Solenne Pontificale presieduto dal Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Emerito di Napoli, accolto il giorno prima in piazza, e la tradizionale e commuovente Sfilata delle Conche.
Una devozione che affonda le radici nell'agosto 1808, quando il corpo del Beato Angelo - nato nel 1246 e morto a Napoli nel 1327 - fu traslato da Napoli a Furci, dove e' custodito nel Santuario a Lui dedicato.
Ancora una volta Furci ha dimostrato di saper onorare il suo Patrono con una partecipazione straordinaria.
Tra preghiera, tradizione e grande musica, la Traslazione 2026 resterà negli anni come una delle edizioni più belle e partecipate di sempre.




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